17 Feb 2022

Procede speditamente il piano presentato a Gennaio 2022 dall’AD di Tim, Pietro Labriola, per trasformare la Compagnia in due società distinte; la prima proiettata all’integrazione con OpenFiber (di proprietà di CdP e del fondo Mcquarie) e la seconda come Service Company in cui confluirebbero, tra le altre, le attività di Noovle (Cloud), Telsy (Cybersecurity) e Olivetti (IoT).
Sul piede di guerra i sindacati che temono per il futuro degli oltre 40.000 dipendenti (circa 30mila dovrebbero passare nella società che si integrerebbe con OpenFiber) e che considerano l’operazione una sorta di “spezzatino”. Il dossier è al vaglio del Governo che parrebbe favorevole alla integrazione della rete con OpenFiber anche alla luce delle considerazioni del Copasir che ritiene necessario il controllo pubblico sulle infrastrutture per le TLC.
Il cronoprogramma dovrebbe prevedere, dunque, in primis lo scorporo della rete dalle attività di servizio per poi, in un secondo momento, aprire le trattative per la fusione della rete con le attività di OpenFiber.
Leggermente defilato, al momento, il Fondo di investimenti KKR che aveva lanciato una offerta per il 100% della società a mezzo euro per azione e che resta in attesa delle decisioni che dovrebbero essere prese il 2 di marzo 2022.
La ESS è, oggi, impegnata in prima linea con alcuni dei maggiori player di infrastrutture per le TLC per la costruzione della rete FTTH di FiberCop ed è pronta ad operare egualmente ove avvenisse la fusione con OpenFiber.
Il 2 marzo si solleverà il velo?

Link utili

https://www.tim.it/fisso-e-mobile/fibra-e-adsl/fattori-velocita
https://openfiber.it/
https://www.fibercop.it/cantieri-in-corso/
https://www.youtube.com/watch?v=r5t3vFgw53U